Nella riunione obbligatoria del 4 febbraio 2019 è stata accantonata la parte tecnica, l’analisi di filmati e il confronto su casi regolamentari, per dare spazio all’aspetto comportamentale. L’argomento è stato introdotto dal presidente Marco Maiorano, che ha rimarcato molto gli atteggiamenti che un arbitro deve assumere appena giunge sul luogo della designazione e da mantenere fino a quando non si allontana dal campo.

A tal fine è stata fatta una rinfrescata sui preliminari di una gara, quindi anche su quei momenti che ci si mette al cospetto di calciatori e dirigenti, già in fase di presentazione appena giunti all’impianto di gioco, durante il riconoscimento nello spogliatoio e durante il riscaldamento pre gara, che se svolto con impegno massimale trasmette buoni massaggi ai calciatori, in fase della concomitante sgambatura pre partita, che inevitabilmente osservano la terna arbitrale o il direttore di gara, se è senza assistenti ufficiali, durante gli esercizi fisici. Si immagini quindi se questi assumessero un atteggiamento svogliato.

Il focus principale è stato quindi sui comportamenti da assumere durante la direzione della gara, per trasmettere quella credibilità ai calciatori e alle persone presenti in panchina, indispensabile per una buona prevenzione tecnica e disciplinare.

Fa parte della sfera comportamentale anche presentarsi in campo ben allenati, quindi in grado di seguire da vicino le azioni di gioco, appunto per dare consistenza alle decisioni, sempre in termini di credibilità. E’ pertanto indispensabile frequentare il polo di allenamento. Chi non si prepara atleticamente compie uno degli errori più gravi anche sotto l’aspetto comportamentale.

Infine, dando per scontato che bisogna sapersi ben comportare pure nella quotidianità, è importante anche la preparazione tecnica. Uno che conosce bene la materia sarà sempre più credibile di chi studia poco il regolamento e non si aggiorna.

Naturalmente la lezione è stata rivolta agli associati più giovani, quelli che non hanno ancora ultimato di metabolizzare l’impegno che richiede l’attività arbitrale.

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